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«L’omertà va di pari passo con la mafia»

Si riporta l’intervista alla senatrice Donatella Albano, ringraziando l’autrice dell’articolo, la giornalista Donata Belossi, in visita ai ragazzi del CNOS-FAP di Muzzano, in occasione del progetto educativo indagante sul fenomeno mafioso .

La senatrice, in visita ai ragazzi del CNOS-FAP di Muzzano, in occasione del progetto educativo sul fenomeno mafioso, ha condiviso la sua esperienza a Bordighera, dove bloccò i traffici della ‘ndrangheta, invitando i giovani alunni a denunciare, senza mai esimersi o girare la testa dall’altra parte.

 

Il viaggio degli studenti del Cnos Fap di Muzzano, iniziato due anni fa attorno al mondo delle migrazioni, naviga quest’anno nel mare mosso e pericoloso della legalità. Il capitano è sempre il professor Stefano Ceffa, la nave quella delle aule della scuola professionale e della comunità salesiana, l’equipaggio, cresciuto, quello dei ragazzi di Termoidraulica e degli Acconciatori. Il filo della responsabilità civile lega il percorso educativo scelto dalla scuola professionale: l’anno scorso era “Sto.Con.Te.”, la ricerca sulla condizione degli immigrati (con cui la scuola vinse il Premio regionale di Storia contemporanea), quest’anno è l’indagine sulle mafie. In questo contesto, venerdì gli studenti hanno raccolto a Muzzano la testimonianza della senatrice Donatella Albano, membro della Commissione antimafia e destinataria, quando era consigliere comunale a Bordighera, delle minacce della ‘drangheta. La sua colpa? Aver bloccato l’apertura di una sala giochi, mettendo freno ad appalti gestiti dalla criminalità organizzata, «E’ stata straordinaria» commenta Stefano Ceffa «Ha raccontato con semplicità la sua esperienza ai nostri allievi, concludendo che nonostante gli anni di scorta e di paura, rifarebbe tutto da capo. Un grazie pieno di affetto va alla senatrice Nicoletta Favero che ci ha portato in classe Donatella, esempio limpido di coraggio e onestà intellettuale». Ad accogliere la parlamentare ligure Greta Cogotti in rappresentanza del Comune di Biella, Michele De Luca vicesindaco di Muzzano e Felice Dondana della Comunità salesiana. La senatrice Albano ha un marito e due figli. All’epoca dei fatti, nel 2010, i suoi ragazzi avevano poco più di 20 anni. «Quando ho deciso di fare le denunce, e andare dai carabinieri, ho ponderato bene la situazione» ha raccontato «Dopo la minaccia di morte sono andata a casa, ho parlato con mio marito e con i miei figli. Non potevo nascondere ai miei famigliari la scelta di denunciare quei delinquenti. Mio figlio in particolare mi ha detto: “Mamma non ti preoccupare, noi siamo con te”». Poi il suo monito agli studenti che ascoltavano senza fiatare: «Denunciate sempre e comunque i soprusi perché l’omertà va di pari passo con la mafia. Occorre denunciare, mai esimersi e girare la testa dall’altra parte». Al termine dell’incontro il professor Ceffa è commosso come i suoi studenti. La senatrice ha regalato alla scuola una copia pregiata della Costituzione italiana, con tanto di dedica, e i ragazzi le hanno offerto il loro libro “L’amore è una farfalla”. «Quest’anno nessun concorso da vincere» conclude Ceffa «Ci muove la fame di capire il mondo che ci circonda. Il metodo è lo stesso usato sulle migrazioni: zero mediazioni, ricerca delle notizie di prima mano». Il progetto ha un testimone illustre, il presidente onorario di Libera Nando Dalla Chiesa, che segue e indirizza il lavoro delle classi di Muzzano. Ricorda Ceffa:«Tutto è nato con tre classi: il secondo anno del corso per Termoidraulici si è occupato di approfondire le biografie delle vittime innocenti delle mafie; il terzo anno del corso per Acconciatori stila i profili di chi è in prima linea, giudici, politici, associazioni; il secondo anno del corso per acconciatori infine raccoglie i fatti di cronaca, dalle bombe del 1992-93, al maxi processo di Falcone e Borsellino». I ragazzi stanno leggendo libri sulle mafie, hanno visto film d’autore, consultato i testi legislativi, dal codice antimafia al nuovo codice degli appalti, hanno partecipato alla Giornata contro le mafie a Saluzzo. Il metodo è quello della ricerca: si cercano interlocutori e li si intervista, si realizzano delle schede con contenuti storici, geografici e giuridici, poi si realizzano delle “cartoline riassuntive” e le si postano su Fb. «Così» continua il professore Ceffa «si usano i social per fare cultura e condividere valori, e non per diffondere luoghi comuni e fake news». In questi mesi gli studenti del Cnos hanno incontrato, oltre alla senatrice Albano, il critico cinematografico Italo Spada, Domenico Cipolat di Libera, il prefetto di Biella, la testimone di giustizia Piera Aiello. Il viaggio proseguirà nelle prossime settimane con Diego Sarno e con altri testimoni privilegiati come Nando Dalla Chiesa e Mario Congiusta, il padre del giovane commerciante ucciso a Siderno dalla ‘ndragheta.